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DAL TETTO DEL DUOMO Stampa E-mail
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Per chi si occupi di turismo e di identità di Milano, l’argomento di un libro come questo non può non esercitare un fascino notevole. E’ con qualche sorpresa e con un misto di incredulità e di, compiacimento che ci si rende conto di quanto possa risalire indietro nei secoli la dimensione “turistica” di questa città, ovviamente qualificando questo termine in senso storico. Pur non essendo compresa naturalmente nel Grand Tour, Milano ha sempre avuto una posizione strategica come luogo di mezzo, snodo tra settentrione e meridione, tra occidente e oriente, e ha inevitabilmente incontrato il passaggio di molti. Ma il piacere maggiore sta forse proprio nella possibilità di vedere Milano, in molti casi una Milano scomparsa e purtroppo irrecuperabile, attraverso gli occhi di chi la vedeva per la prima volta e ne dava una descrizione incuriosita e spontanea, in epoche e in tempi in cui il viaggio costituiva ancora un’esperienza totalizzante e il contatto con il paese visitato portava al confronto con differenze e alterità assai più marcate di quelle dei giorni nostri. Nello stesso tempo al lettore viene offerta la possibilità parallela di osservare questi singolari viaggiatori — molti di loro sono dei giganti della cultura occidentale — mentre a loro volta osservano Milano e registrano le proprie impressioni, girando per le nostre strade e visitando i nostri monumenti, ma anche parlando con i milanesi di un tempo e descrivendone le abitudini. Le loro reazioni, anche quando non sono positive come in cuor nostro vorremmo, non possono mai lasciarci indifferenti. E collettivamente, grazie all’ampio lavoro di ricerca dell’Autore, le loro testimonianze arrivano a formare un quadro prezioso dell’evoluzione della nostra città. La fotografano per noi — Ausonio viene già definito “primo fotografo” di Milano - in tante istantanee successive che insieme offrono il quadro di un’evoluzione che arriva fino ai nostri giorni e ne alcune costanti: la laboriosità, l’intraprendenza, l’ospitalità della gente. Pare particolarmente appropriato che l’edizione di un libro come questo che parla di viaggiatori se non di turisti, sia stata curata dal Touring Club Italiano, a cui dobbiamo un ricco apparato di illustrazioni a corredo dei testi, sfondo allo sguardo indagatore degli importanti ospiti. Dell’autore, Mauro Raimondi, si conoscono la passione per Milano e la competenza per i fatti e le storie della sua città. Come in prove precedenti, accompagna per mano il lettore alla ricerca del- l’identità profonda di Milano, senza alcun paludamento professorale ma con schietto e divertito interesse, come in una passeggiata per la città. Ed è con questo spirito che vorrei venisse visitata Milano, anche da chi ci abita. Vorrei che tutti fossero consapevoli di quanto la storia e le storie di Milano hanno da regalare e che il passato continuasse a vivere e a orientare la percezione del presente. Vorrei ad esempio che chi visita l’interno del Duomo, già denso di significati, riuscisse anche a scorgere - là, in un cantuccio vicino all’altare maggiore - Shelley assorto nella lettura del Purgatorio. Da un simile temporaneo arricchimento della percezione Milano e i milanesi trarrebbero un beneficio duraturo.