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Milano 06 febbraio 2012
PROGETTO DI LEGGE HARLEM
Orsatti (LN): "Buono strumento per i comuni"
Disciplinare le attività produttive e commerciali, per adeguare la disciplina regionale alla direttiva europea Bolkestein e stabilire regole precise a tutela dei consumatori e della salute pubblica. E’ l’obiettivo del progetto di legge (relatore Massimiliano Orsatti, Lega Nord) approvato a maggioranza in IV Commissione.
Le nuove norme adeguano la normativa regionale in materia di attività di artigianato, commercio, estetista, acconciatore, alla direttiva europea Bolkestein (che ha come principale obiettivo quello di facilitare la circolazione di servizi all’interno dell’Unione Europea eliminando gli ostacoli alla libertà di stabilimento e alla libertà di circolazione dei servizi).
“Le norme – ha spiegato il relatore Orsatti - oltre ad andare a regolamentare settori fisiologicamente in evoluzione come ad esempio il commercio ambulante, piuttosto che gli estetisti ed i parrucchieri, mirano a disciplinare attività come i “centri massaggi orientali” che attualmente non sono regolamentati da leggi chiare. Il documento è un esaustivo e completo strumento che l’amministrazione regionale fornisce ai Comuni garantendogli la possibilità di gestire lo sviluppo armonioso di bar, centri massaggi, parrucchieri ed estetisti attraverso una programmazione qualitativa che potrà essere utilizzata anche per far fronte alle situazioni che sempre più creano problemi ed imbarazzo a sindaci e Forze di Polizia. In più per negozi stranieri abbiamo inserito l’obbligo di sapere parlare l’italiano e di esporre i prezzi e la tipologia del prodotto venduto nella nostra lingua. Contro le sterili polemiche dell’opposizione possiamo dire che tale progetto di legge rispetta ed è coerente con i principi - e le stesse deroghe ammesse - indicati ed elencati nella direttiva Bolkestein, quindi una legislazione di un ordinamento di grado superiore rispetto alla legislazione nazionale, che nessuna legge italiana potrà mai confutare”.
Il provvedimento votato, che ora passerà al vaglio dell’Aula, lascia la possibilità ai Comuni di decidere su specifiche situazioni, considerate in contrasto con l’interesse generale e, per motivi di ordine pubblico, di vietare l’apertura di attività per evitare l’addensamento di negozi extracomunitari nella medesima zona.
Settore alimentare - Per l’avviamento di una nuova attività nel settore merceologico alimentare e di somministrazione di alimenti e bevande sarà necessario, fra gli altri requisiti previsti attualmente dalla legge, non solo l’iscrizione all’INPS per almeno due anni, ma anche la certificazione degli adempimenti contributivi minimi previsti da parte della previdenza sociale del regolare versamento contributivo pari all’importo dell’assegno sociale (circa 417 Euro mensili). A difesa dei consumatori italiani inoltre, gli stranieri che decideranno chi decide di avviare attività commerciali per la somministrazione di bevande e alimenti dovranno dovrà dimostrare di essere in grado di parlare e comprendere l’italiano. Tutte le informazioni commerciali, compresi i prezzi delle merci, dovranno essere rese anche in lingua italiana. Sono tuttavia consentiti termini stranieri che sono ormai di uso corrente nella lingua italiana ed il cui significato è comunemente noto. E sui prodotti saranno consentiti esclusivamente termini stranieri o derivanti da lingue straniere che sono ormai assimilati nel nostro parlato comune.
Centri massaggi orientali – vengono assimilati alle attività dei tradizionali centri estetici e rendendo quindi la loro apertura subordinata al possesso di requisiti professionali. Tale misura si rende necessaria per garantire ai clienti un grado di professionalità e igiene conforme agli standard minimi che crea disagi per i residenti, problematiche di ordine pubblico e di decoro e contribuisce al persistere di situazioni degradanti.
Commercio ambulante – Viene inserito l’obbligo di non avere sanzioni amministrative pecuniarie iscritte a titolo definitivo inevase nei confronti del comune concedente, per tutti coloro che chiederanno il rilascio o il rinnovo delle licenze. E’ inoltre prevista l’istituzione di un apposito registro regionale del commercio ambulante, a disposizione delle amministrazioni comunali, che consentirà una gestione più attenta sui rinnovi e le concessioni delle licenze.
COLLEGAMENTO ALLA LEGGE LICENZIATA DALLA IV COMMISSIONE IN DATA ODIERNA
COLLEGAMENTO ALLA RELAZIONE EFFETTUATA IN IV COMMISSIONE
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