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RELAZIONE PDA21 - PROGRAMMA D'AZIONE CONCERNENTE LA FORMAZIONE LAVORO Stampa E-mail

Milano 07 febbraio 2012

PDA 21 - PROGRAMMA D'AZIONE REGIONALE

SVILUPPO DEL SISTEMA FORMAZIONE E LAVORO

 

Relazione

Il Piano di Azione Regionale per l’Istruzione, la Formazione e il Lavoro (PAR 2011-2015) si colloca in un periodo caratterizzato dalla crisi economica e finanziaria e dalle riforme istituzionali in atto. Tale scenario richiede scelte capaci di dare slancio al sistema regionale, di creare visione e innovazione, portando a compimento i processi di riforma.

La riforma federalista assegna alle Regioni nuovi compiti e prerogative, anche rispetto alla funzione di governo dello sviluppo del territorio. In questo contesto Regione Lombardia, oltre a far fronte all’emergenza, intende promuovere la crescita e l’occupazione, sostenendo le imprese e l’innovazione attraverso lo sviluppo del capitale umano.

- Il Piano di Azione Regionale unifica in un unico documento gli atti programmatori previsti dalle leggi regionali 19/2007 (“Norme sul sistema educativo di istruzione e formazione della Regione Lombardia”), 22/2006 (“Il mercato del lavoro in Lombardia”) e 33/2004 (“Norme sugli interventi regionali per il diritto allo studio universitario”). Tale scelta è dovuta alla natura eminentemente integrata delle politiche regionali inerenti il lavoro, l’ istruzione, la formazione e l’Università.

A cinque anni dall’entrata in vigore della l.r. 22/2006 “Il mercato del lavoro in Lombardia”, l’impostazione innovativa impressa da Regione Lombardia alle politiche di Istruzione, Formazione e Lavoro (IFL) continua a dimostrare la propria validità.

Tale impostazione, caratterizzata dalla centralità della persona e dalla libertà di scelta, trova la propria concretizzazione nel “Sistema Dote”, che nella l.r. 22/2006 rinviene i propri presupposti. Compito di questa legislatura dovrà essere quello di portare a compimento il “Sistema Dote”:
- finalizzando gli interventi ai bisogni reali di chi esprime la domanda, persone e imprese, secondo la logica della personalizzazione delle politiche;
- promuovendo la responsabilità da parte di operatori, persone e imprese, nell’utilizzo delle risorse pubbliche.

La trasparenza e la comunicazione acquistano centralità in questo approccio e diventa prioritario portare a regime un sistema di valutazione che consenta il superamento delle asimmetrie informative, ostacolo alla piena realizzazione della libertà di scelta.

Regione Lombardia, ispirando la propria azione a logiche di efficienza e di lotta agli sprechi in un momento di contrazione delle risorse pubbliche e di bisogni crescenti:
- opererà, in una prima fase di transizione, selezionando i destinatari in cui è più forte la pressione della crisi, orientando gli interventi verso i giovani che ne hanno bisogno, garantendo percorsi organici di istruzione e formazione, al fine di consentire loro un inserimento nel mercato del lavoro;
- porrà l’impresa come interlocutore chiave delle politiche, riconoscendone il ruolo di fattore determinante nell’efficacia degli interventi, al fine di promuovere la crescita, attraverso il sostegno all’innovazione e all’eccellenza;
- creerà dinamiche che accompagnino gli enti erogatori di servizi a concepire e ad adottare soluzioni per confrontarsi con il mercato e per reggerne la competizione, accanto alla tradizionale azione di consolidamento degli interventi regionali a sostegno della domanda;
- ispirerà le politiche di settore, da progettare e realizzare in modo innovativo ed integrato, alla qualificazione dell’offerta attraverso la promozione di comportamenti responsabili e alla valorizzazione della domanda espressa da persone e imprese.

Entrando più nello specifico:
Sistema Dote - Il sistema dote attua gli indirizzi regionali presenti nel PRS IX Legislatura: promuovere la libertà di scelta della persona e la nascita di modelli sussidiari orientati ad un miglioramento della qualità dei servizi, anche attraverso la promozione di dinamiche competitive tra gli operatori che offrono servizi di istruzione, formazione e lavoro.
Per questo motivo Regione Lombardia consolida il sistema attraverso una razionalizzazione degli interventi, che si raccolgono in due aree di bisogno: Dote Scuola e Dote Lavoro.
Il sistema Dote diventa un sistema riconoscibile per la persona e l’impresa, con modalità attuative univoche e funzioni e obiettivi chiari, in modo da facilitare la persona e l’impresa nella fruizione dei servizi connessi.
L’introduzione di meccanismi di cofinanziamento e partecipazione alla spesa sono studiati per rendere persona e impresa soggetti attivi e protagonisti della scelta.

Accreditamento - Il potenziamento dell’offerta passa attraverso la promozione di dinamiche competitive che non dipendono esclusivamente dalla scelta della persona e dell’impresa, ma che vedono nella premialità e nei sistemi di accreditamento il loro punto chiave.

L’azione regionale promuove gradualmente un sistema di accreditamento di eccellenza, legato ai sistemi di valutazione degli operatori, per accompagnare il loro percorso verso il miglioramento continuo.

Sistema di istruzione - Regione Lombardia innova la programmazione della rete scolastica attraverso un approccio organico ed integrato tra i diversi ambiti: dimensionamento delle istituzioni scolastiche, punti di erogazione del servizio, interventi di edilizia scolastica e offerta formativa.

Il passaggio da una ripartizione a costi storici al criterio dei costi standard genererà efficienze capaci di mantenere gli organici e potenziare i servizi, ivi compreso il tempo pieno e prolungato.

In ambito di istruzione e formazione professionale il percorso di realizzazione di un’offerta sussidiaria complementare arriverà a compimento, mentre diventa strutturale la previsione del quarto anno per il diploma professionale di tecnico.

Controlli dal basso - Regione Lombardia opera per promuovere la trasparenza e per facilitare una scelta responsabile e informata.
Per questa ragione l’azione regionale si muove seguendo due direzioni fondamentali:
- una riforma del sistema di controlli che abbia perno negli Organismi di Vigilanza come previsto dai modelli organizzativi che soddisfano i requisiti richiesti dal Decreto legislativo 231/2001;
- la promozione di strumenti di rendicontazione economica, finanziaria e sociale significativi, comparabili e completi.

Tale processo, attraverso l’azione del Valutatore Indipendente e del sistema degli Osservatori, porterà a regime il sistema di rating, che sarà uno strumento chiave per orientare persona e impresa nella scelta degli operatori migliori, sottoponendo al pubblico una valutazione fondata su indicatori di performance chiari e comprensibili, capaci di rendere trasparente l’efficacia dei servizi e la correttezza nell’uso delle risorse. In tal modo il sistema di rating, integrato con informazioni utili riguardo all’identità degli operatori, diventa una bussola per orientare le scelte di imprese e persone, in grado di contribuire al superamento delle asimmetrie informative e di generare dinamiche competitive per il miglioramento continuo e la valorizzazione delle eccellenze e del merito.

Sistema universitario - Regione Lombardia promuove il merito e l’eccellenza nell’Università, il sostegno agli studenti meritevoli anche se privi di mezzi, la promozione della competizione per l’innalzamento della qualità dei servizi e l’attrattività degli Atenei.

Per raggiungere questi obiettivi Regione Lombardia definisce cosa si intende per “merito”, adottando strumenti volti alla valutazione del rendimento negli studi associato alla situazione famigliare, e promuove l’utilizzo del Sistema Dote per i sevizi connessi al diritto allo studio, alla residenzialità, all’alta formazione e ai percorsi di studio all’estero.

Regione Lombardia inoltre rilancia l’esperienza del Prestito d’onore coniugandola a meccanismi premiali per chi mantiene le promesse fatte all’inizio dell’anno accademico.

Da ultimo Regione Lombardia riconosce e promuove il ruolo dell’autonomia, avvalorando la responsabilità di ogni Ateneo e coinvolgendolo nei processi decisionali, nell’ambito di un sistema di valutazione trasparente e di un approccio competitivo capace di mobilitare le energie migliori per una sempre maggiore attrattività del sistema universitario.

Governance - In accordo con le indicazioni contenute nel PRS della IX Legislatura, la governance del sistema deve essere improntata ai principi del decentramento e del coinvolgimento nei processi decisionali degli enti territoriali, delle parti sociali e dei corpi intermedi. Per questo motivo Regione e Province - sulla base di uno Schema comune di Atto Negoziale - operano insieme, in una logica di corresponsabilità e integrazione delle risorse economiche. Le risorse regionali, dunque, intervengono sussidiariamente per integrare e potenziare le risorse che le Province raccolgono insieme ai diversi attori (sistema delle imprese, enti bilaterali, CCIAA, enti locali, grandi donatori, Fondazioni Grant making) per dare risposta ai bisogni dei territori. I Piani Provinciali - strumento operativo degli Atti Negoziali - definiscono le strategie attuative di ogni Provincia, nell’alveo di un sistema regionale che ha i propri capisaldi nel sistema dote, nel sistema di accreditamento e valutazione, nel sistema di rating, monitoraggio e comunicazione.

Gestione della transizione e preparazione del futuro - Il Piano di Azione Regionale 2011-2015 nasce con l’obiettivo ambizioso di portare a compimento un processo di riforma per il consolidamento di un modello sussidiario regionale in ambito di istruzione, formazione e lavoro e lo fa in un particolare momento di passaggio.
Infatti:
- arriva a compimento il Piano Operativo Regionale della Lombardia Ob.2 FSE 2007-2013;
- prende avvio la programmazione dei nuovi fondi strutturali;
- si completa l’attuazione della Legge 5 maggio 2009, n. 42 (Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione) con la predisposizione dei Decreti Attuativi;
- da ultimo EXPO 2015 rappresenta un’occasione per generare effetti virtuosi in particolare in ambito lavoro.

Il Piano tiene in considerazione il fatto che tali cambiamenti di scenario devono essere gestiti e governati, per coglierne le opportunità, orientando in modo strategico le scelte che Regione Lombardia deve affrontare nel prossimo futuro.

Inserimento lavorativo - Il PAR affronta il problema dell’inserimento lavorativo dei giovani e del consolidamento della loro posizione lavorativa e si fa carico degli obiettivi indicati dalla Strategia Europa 2020: nell’ambito del mercato del lavoro tasso di occupazione del 75% per le persone in età fra 20 e 64 anni; nell’ambito di istruzione e formazione professionale tasso di abbandono scolastico inferiore al 10% e almeno il 40% dei giovani in possesso di una laurea o un diploma.

a) Apprendistato e tirocinio. I giovani costituiscono un elemento di innovazione, capace di dare impulso ed energia al sistema economico regionale e per questo motivo Regione Lombardia intende facilitare e incentivare il loro ingresso nel mercato del lavoro. I giovani cercano un lavoro, le imprese al tempo stesso chiedono di “testare” le persone direttamente sul campo.
L’azione di Regione Lombardia è rivolta pertanto a creare un sistema capace di favorire l’inserimento lavorativo dei giovani, anche attraverso l’attuazione al Testo Unico dell’Apprendistato (d.lgs. 167/2011):
1. realizzando sperimentazioni di dispositivi e modelli per l’attuazione dell’apprendistato in diritto dovere di istruzione e formazione per la qualifica professionale;
2. definendo:
* con le parti sociali i modelli, i profili formativi e le modalità attuative per l‟attuazione del contratto di apprendistato professionalizzante o contrato di mestiere;
* con le province le Linee Guida per la gestione dell’offerta formativa pubblica;
* le modalità e i profili per quanto attiene alle proprie competenze per l’apprendistato di alta formazione e ricerca;

L’art. 11 della legge 148/2011 assegna alle regioni il compito di realizzare il legame tra sistema istruzione e formazione e sistema dell’impresa. In questo ambito Regione Lombardia vuole dare un approccio inclusivo al tirocinio extracurriculare operando per una valorizzazione dell’istituto, che possa prevenirne gli abusi.

L’apprendistato e l’istituto del tirocinio sono opportunità che la Regione intende promuovere e sostenere per permettere ai giovani un potenziamento delle competenze anche oltre il percorso di istruzione e formazione, attraverso una formazione in azienda finalizzata all’acquisizione di competenze che l’impresa ritiene irrinunciabili e, d’altro canto, per consentire alle imprese, attraverso il tirocinio, di testare le persone nei contesti organizzativi e produttivi.

b) Sostegno alle persone e alle famiglie in difficoltà. Costituisce la seconda priorità del PAR: persone e famiglie hanno bisogno di una rete di protezione in caso di cassa integrazione, mobilità o licenziamento. Essendo necessario ripensare il sistema di protezioni, Regione Lombardia promuove e facilita in una logica di sussidiarietà la contrattazione decentrata, sia essa territoriale, settoriale o interconfederale, affinché possa comprendere sistemi di garanzia per la persona, quali la fruizione di servizi di outplacement e facilitazione di reinserimento delle persone coinvolte in processi di crisi aziendali o di ristrutturazioni organizzative.
Lo sviluppo di protezioni sociali, in un contesto di riduzione delle risorse pubbliche, costituisce un impegno per tutti. Un attore chiave in questa dinamica è l’impresa, alla quale Regione Lombardia orienta attività e azioni volte a facilitare l’adozione di approcci di responsabilità sociale e la costruzione di esperienze di partnership di comunità e welfare aziendale. L’obiettivo è razionalizzare le risorse pubbliche utilizzandole come motore per la partecipazione del sistema produttivo a finalità di interesse generale, attivando circoli virtuosi per il lavoro e lo sviluppo.

Regione Lombardia promuove l’adozione di approcci di responsabilità sociale da parte delle imprese, valorizzando al contempo il tessuto dell’economia civile e le esperienze di volontariato, agendo sulla leva dei requisiti per i fornitori della PA (chiedendo ad esempio certificazioni SA8000 e OHSAS 18001).

Un fattore chiave è la costruzione di un sistema di dialogo e relazione tra mondo delle imprese e mondo del terzo settore, che possa incrociare strategie e caratteristiche delle aziende con il tessuto del mondo associativo e della cooperazione sociale, in modo da creare patnership di comunità, facilitare l’adozione di strumenti di welfare aziendale ed operare per il benessere dei lavoratori e della comunità.

c) Priorità e obiettivi della Strategia Europa 2020. Regione Lombardia, attraverso il PAR, fa proprie le priorità e gli obiettivi di Europa 2020. Tale azione è realizzata attraverso la promozione di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva volta a favorire l’occupazione, la ricerca e innovazione, la qualificazione del capitale umano e la lotta contro la povertà.

La specificità della strategia regionale, in linea con i documenti programmatici e con il PRS, consiste nel rendere tali obiettivi oggetto di un approccio complessivo che sceglie le strade della centralità di chi esprime il bisogno (persona e impresa), dell’effettiva libertà di scelta, della capacità dei corpi intermedi di intercettare e rispondere al bisogno, della costruzione di un sistema di servizi regionale orientato all’eccellenza e al miglioramento continuo.

Questo approccio prevede che non sia la Regione, dall’alto, a imporre agli operatori le azioni, gli interventi e le metodologie con cui raggiungere gli obiettivi di sistema, ma che siano gli operatori stessi a scegliere quali servizi proporre, nel rispetto dei Livelli Essenziali delle Prestazioni.

* * *

Regione Lombardia definisce il sistema di regole entro il quale operano in logica sussidiaria gli enti locali e il sistema dell’offerta. Tale metodologia risulta necessaria in quanto l’obiettivo e la sfida attuale risiedono nell’integrazione degli strumenti tecnici e dei criteri di implementazione delle policy, superando logiche organizzative settoriali, cercando di gestirle attraverso obiettivi chiari e condivisi.

La sfida della semplificazione e della razionalizzazione dell’azione pubblica, in vista di una chiara efficacia nel risultato ed efficienza nella gestione, spinge Regione Lombardia ad adottare un’ottica in cui le risorse e le fonti di finanziamento siano integrate ed allocate:
- in oneri annessi al consolidamento del sistema di governance sussidiario;
- in contributi in capo alle persone e alle imprese, da erogare attraverso lo strumento della Dote;
- in oneri annessi al sistema dell’Università.

Questa visione organizzativa risponde all’esigenza di semplificazione della programmazione e di ottimizzazione delle risorse: solo così si potrà attuare la transizione dal sistema di finanziamento di singole attività (centralità del processo) al sistema di incentivazione dei risultati (centralità del soggetto destinatario).

Il PAR 2011-2015 prevede l’adozione di atti amministrativi di programmazione annuale - da concertare insieme alle Province, agli enti locali, alle parti sociali e al terzo settore - che consentiranno di stabilire la dotazione economica da allocare alle diverse iniziative. Questa formulazione permetterà l’attuazione di politiche di inclusione e di sviluppo, ma, soprattutto, sarà finalizzata ad attirare risorse finanziarie da diversi soggetti grant making, capaci di potenziare gli interventi e di attuare iniziative innovative concepite e realizzate a livello dei sistemi produttivi locali.

Per questa ragione, il PAR 2011-2015 non specifica il riparto delle risorse finanziarie da assegnare, diversamente da quanto previsto dall’art. 3, comma 1, lettera c), della l.r. 22/2006. E’ da considerare che l’articolo 3, comma 2 della l.r. 22/2006 prevede aggiornamenti annuali del piano di azione regionale, anche sulla base delle previsioni di politiche integrate stabilite nel documento di programmazione economica finanziaria regionale (DPEFR).

Il suddetto Piano d’azione è stato votato e approvato la scorsa settimana dalle commissioni IV e VII. L’approccio di questo documento è quello di una politica sussidiaria e di scelte non imposte dall’alto. La Regione, attraverso il PDA 21, definirà dunque il sistema di regole entro le quali si muoveranno gli enti locali e il sistema dell’offerta. Saranno gli operatori a scegliere le azioni, le metodologie, gli interventi utili e necessari, nel rispetto dei livelli essenziali e delle prestazioni.

Alcuni elementi del piano sono stati oggetto di emendamenti, che vado a illustrare:
Offerta formativa più legata al territorio (cap. 6, pag. 26) – “La Regione si impegna a favorire una maggiore territorialità, nell’individuazione delle figure professionali e della loro preparazione, perseguendo un’offerta formativa sempre più legata alle esigenze e alle proposte che arrivano direttamente dal territorio. Gli Atti Negoziali, con le amministrazioni decentrate, di cui al capitolo 9 di questo documento, saranno lo strumento per rendere effettivo tale obiettivo”.

Reddito familiare e costo della vita (cap. 8, pag. 30, rigo 6) - “Per questa ragione Regione Lombardia propone di differenziare il calcolo del reddito famigliare in rapporto al reale costo della vita dei territori. Per premiare la coerenza tra richieste delle imprese e offerta di formazione, inoltre, le risorse privilegeranno le persone che hanno già intrapreso percorsi regionali studiati insieme al sistema produttivo, in modo da valorizzare l’investimento regionale sul capitale umano e portare a compimento, con percorsi di alta formazione non solo accademica, lo sviluppo educativo, ma anche cognitivo, tecnico e umano dei profili necessari al territorio. Il raccordo tra mondo universitario e scuole secondarie di secondo grado è di grande importanza. Al raggiungimento di tale finalità sono indirizzate le politiche e le azioni di orientamento messe in atto da tempo in Regione. In particolare sono stati creati percorsi specifici per l’orientamento sia da parte dell’ Uffici Scolastico Regionali sia nell’ambito della sovvenzione globale Learning Week, che ha destinato una parte consistente del suo budget a progetti di orientamento tramite settimane intensive, in cui gli studenti delle scuole secondarie hanno preso parte a corsi e a iniziative tenute presso l’università”.

Università, ITS e territorio (cap. 8, pag. 30, rigo 22) - “La competitività di un territorio trova un punto di forza nella presenza del sistema universitario, che spesso ricopre un ruolo primario come incubatore di professionalità specializzate. Lo sviluppo del sistema universitario, attraverso il maggiore protagonismo degli Enti Locali, delle imprese e delle persone, sarà coerente alle attitudini del territorio, delle sue necessità e delle sfide che intende darsi. Regione Lombardia, in accordo con il tessuto produttivo, promuove le specializzazioni dei giovani, esito non solo di percorsi accademici, ma anche del consolidamento del sistema di formazione tecnica superiore (ITS) in modo da aumentare il numero di persone con competenze tecniche richieste dalle imprese e facilitare l’incrocio tra offerta formativa e richieste dai territori. Regione Lombardia si propone inoltre di negoziare nelle sedi competenti, con il MIUR, il riequilibrio dei numeri di accesso alle facoltà universitarie, in ordine al fabbisogno reale e al numero di abitanti”.

Apprendistato (cap. 10, pag. 34, rigo 23) - “Regione promuove l’apprendistato di tutti i livelli come strumento privilegiato per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro prevedendo anche sistemi di premialità per le imprese che assumono attraverso questa modalità contrattuale, attuando il testo Unico dell’Apprendistato in accordo con le parti sociali e datoriali e con le amministrazioni provinciali”.

Tirocinio extracurriculare (cap. 10, pag. 34, rigo 25) - “. La Regione vuole dare un approccio inclusivo al tirocinio extracurriculare operando per una valorizzazione dell’istituto, che possa prevenirne gli abusi (uso prolungato, ripetitività). L’approccio prevede che il tirocinio extracurriculare non sia limitato a diplomati e neolaureati e diventi strumento non solo di orientamento, ma disponibile alla persona nel suo percorso di carriera: strumento dunque di inserimento / reinserimento, con politiche regionali di premialità. Alle aziende che trasformano in contratti di lavoro i giovani inseriti in tirocinio”. “L’apprendistato come contratto di lavoro a tempo indeterminato e l’istituto del tirocinio extracurriculare sono opportunità per favorire l’inserimento lavorativo dei giovani che permettono un potenziamento delle conoscenze e delle capacità, attraverso una formazione anche in azienda finalizzata all’acquisizione di competenze che l’impresa ritiene irrinunciabili, e permettendo alle imprese di disporre con il tirocinio della possibilità per testare le persone nei contesti organizzativi e produttivi.”

Borsa lavoro (cap. 7, pag. 27, rigo 34) - “L’implementazione di tale strumento è facilitato dall’integrazione e dal dialogo con gli altri strumenti che perseguono l’obiettivo della trasparenza, realizzati da Regione. E’ opportuno ricordare che Borsa Lavoro, oggi, consente alle imprese l’adempimento degli obblighi connessi alle Comunicazioni Obbligatorie, (le Comunicazioni per assunzioni, proroghe, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro). Borsa Lavoro consente la pubblicazione dei profili delle persone disoccupate, in cerca di lavoro e in mobilità intercettate dal sistema degli operatori pubblici e privati, favorendo in questo modo la trasparenza nel mercato del lavoro e consentendo agli operatori più efficaci di farsi carico delle persone più in difficoltà.”

Valutatore Indipendente (cap. 7, pag. 27, rigo 16) - “Ad oggi Regione ha sperimentato le attività del Valutatore Indipendente definendo un insieme di indicatori per misurare l’efficacia degli operatori accreditati della formazione e del mercato del lavoro. Dalla sperimentazione sono emerse da una parte la definizione delle attività e dei compiti del valutatore indipendente e un set di indicatori E’ stato studiato un sistema di rating per gli operatori accreditati alla formazione (albo A e B) e al lavoro che troverà sua prima applicazione a partire dal 2012.”

Expo (cap. 10, pag. 36, rigo 21) - “Expo 2015 dunque è una grande opportunità per riqualificare l’esistente e per innovare l’offerta formativa in risposta ai nuovi bisogni di competenze. La sfida sarà per Regione anche consolidare le professionalità nate in risposta ad Expo 2015, sia nell’organizzazione e gestione dei grandi eventi, sia nelle tematiche più specifiche dell’esposizione, operando per il radicarsi di nuove filiere produttive dunque creando un vero e proprio distretto di competenze. La gestione dell’Expo prevede una governance che coinvolge i soggetti del territorio, per facilitare l’incrocio domanda / offerta di lavoro, gli inserimenti lavorativi, e per creare strumenti di protezione e sicurezza sociale anche attraverso percorsi di outplacement e ricollocazione.”

Gli emendamenti appena descritti, che hanno contribuito a migliorare il testo iniziale del PDA, dandogli una maggiore spinta territoriale, sono il frutto di un lungo confronto tra commissari e auditi, che vorrei ora ringraziare pubblicamente per il prezioso contributo. Tengo a sottolineare che diversi degli otto emendamenti sottoposti all’attenzione delle Commissioni competenti sono stati approvati all’unanimità.

Infine ora avrei piacere di sottolineare come le proposte fatte dalla Lega Nord ed approvate in Commissione congiunta IV e VII vadano nella direzione del territorio, delle richieste provenienti dalle realtà locali e dal mondo imprenditoriale, di una maggiore territorialità nell’individuazione delle figure professionali e nella loro preparazione. Riteniamo infatti indispensabile che il sistema universitario regionale vada implementato attraverso una maggior sinergia tra ricerca, formazione e innovazione; occorre inoltre creare un sistema stabile di formazione tecnica superiore se vogliamo aumentare il numero di laureati nei settori nei quali il territorio necessita. Per andare incontro agli studenti lombardi, poi, e per evitare che vengano sempre penalizzati, abbiamo inserito nel testo del provvedimento che il calcolo del reddito familiare venga differenziato in rapporto al reale costo della vita che varia da Regione a Regione. A tale proposito è stato stipulato – è bene ricordarlo - un accordo di programma con il Miur che si auspica sia attuato nel più breve tempo possibile. E sempre con il Miur Regione Lombardia dovrà negoziare il riequilibrio del numero di accesso alle facoltà universitarie, da parametrare in base al fabbisogno reale e al numero di abitanti.