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Milano 07 ottombre 2011
SINTESI DOC 3 - DOCUMENTO STRATEGICO ANNUALE (DSA2012)
Nel 2012 viene applicato per la prima volta il nuovo strumento di aggiornamento del Piano Regionale di Sviluppo. Esso è il Documento Strategico Annuale (DSA), che è stato previsto in attuazione delle recenti modifiche della l.r. 34/1978 (l.r.13/2010 e l.r. 11/2011)
“Il documento costituisce l’aggiornamento del programma regionale di sviluppo, contiene le linee programmatiche dell’azione di governo regionale per il periodo compreso nel bilancio pluriennale, necessarie per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo contenuti nel programma regionale di sviluppo, e prevede in particolare:
• gli indirizzi fondamentali della programmazione negoziata;
• gli indirizzi a enti e aziende dipendenti, fondazioni e società partecipate;
• indirizzi fondamentali per lo sviluppo del territorio montano”
Il DSA innova i contenuti e le funzioni del precedente DPEFR armonizzandosi con la fisionomia del PRS della IX legislatura. Ne evidenzia e seleziona infatti le linee strategiche del 2012, anche alla luce dei vincoli che verranno posti alla finanza pubblica nel prossimo anno, garantendo quindi sia rigore finanziario che sviluppo.
QUADRO ISTITUZIONALE
L’architettura delineata dalla riforma della fiscalità delle Regioni, delle Città Metropolitane, delle Province e dei Comuni di cui alla legge n. 42/2009, pone l’obiettivo di una maggiore responsabilità dei vari livelli di governo nel reperimento e nella distribuzione delle risorse. Assume, così, rilievo il principio cardine del federalismo fiscale costituito dalla coincidenza, nello stesso livello di governo, del potere di prelievo e di responsabilità della spesa.
Il percorso attuativo della legge 42/09 ha garantito l’approvazione di cinque decreti legislativi che hanno definito un impianto normativo in sintonia con l’innovazione culturale e organizzativa che Regione Lombardia ha sempre sperimentato nell’ambito del sistema regione. Le motivazioni contenute nei citati provvedimenti sono in gran parte già patrimonio dell’Amministrazione Regionale indipendentemente dalla nuova codificazione normativa introdotta. La sussidiarietà, il coinvolgimento del mondo delle imprese, la valorizzazione delle famiglie, la dialettica propositiva con gli enti locali, finalmente oggi trovano però nuova linfa per un rilancio in coerenza con lo Statuto d’Autonomia della Lombardia.
Programmazione comunitaria
Regione Lombardia sta conducendo in modo integrato la programmazione comunitaria del settennato 2007-2013 per un pieno raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del PRS con una dotazione finanziaria complessiva di circa 1,426 miliardi di euro a cui si aggiungono i 4,6 miliardi di Euro della Politica Agricola. Anche nel 2012 la realizzazione dei Programmi Operativi e del Programma di Sviluppo Rurale garantirà la coerenza e la sinergia con i programmi operativi regionali nel loro complesso, in una logica di addizionalità di risorse e di massimizzazione dei risultati.
Forte è stato l’impegno per la stesura del Position Paper di Regione Lombardia sul futuro “Programma Quadro per la Ricerca e Innovazione” (Common Strategic Framework) con il coinvolgimento del sistema universitario, della ricerca e del partenariato economico-sociale afferente al Tavolo del Patto per lo Sviluppo. Si stima che, il nuovo Programma Quadro per la Ricerca, metterà a disposizione risorse intorno a 80 miliardi di euro e introdurrà importanti cambiamenti. L'obiettivo della Commissione è creare un insieme coerente di strumenti di finanziamento lungo l'intera catena dell'innovazione e dalla ricerca, fondamentale all'immissione sul mercato di prodotti e servizi innovativi, sostenendo anche l'innovazione non tecnologica, ad esempio nel settore del design e della commercializzazione.
AREA ECONOMICA
L’attuale contesto socio-economico condiziona fortemente le possibilità di azione del governo regionale e chiede un cambiamento nella concezione e nell’attuazione delle politiche per la competitività e per la crescita sostenibile del territorio. La direzione è quella di impostare una politica economica innovativa, che valorizzi tutti gli asset di cui una pubblica amministrazione regionale dispone al fine di migliorare le condizioni in cui imprese e cittadini si trovano ad operare.
L’attenzione alle imprese è stata rinnovata: l’impresa è posta al centro delle politiche economiche e in particolare, condividendo l’approccio dello Small Business Act, la Micro-Piccola-Media Impresa è considerata un valore primario nonché un partner per lo sviluppo del territorio.
La Ricerca e l’Innovazione unitamente alla capacità di Internazionalizzare divengono quindi dimensioni e bisogni integrati comuni a più soggetti, da affrontare anche attraverso forme di aggregazione orientate al miglioramento della competitività.
Attraverso queste dimensioni e bisogni si intendono perseguire modalità più efficaci di sinergia e di rilancio della produzione, in grado di accelerare la crescita aprendo nuovi sbocchi di mercato e creando nuove occasioni di competitività nei settori e nei territori più innovativi del mondo.
Per questo sono necessarie conoscenze, competenze e strumenti per accompagnare la specificità delle nostre vocazioni imprenditoriali e creare una rete capace di produrre nuovo valore in termini di qualità e di efficienza.
Alcuni elementi emblematici che rappresentano la cifra del riorientamento delle politiche regionali:
• il passaggio da politiche contenitive rispetto alla crisi verso politiche di recupero e di rilancio, un esempio è la creazione della Rete per l’Affiancamento alle Imprese in Difficoltà (RAID);
• la spinta verso un’ottica di sistema partenariale coinvolgendo tutti i livelli, istituzionali e non, nell’utilizzo convergente delle competenze di ognuno;
• azioni di sistema per attuare in maniera coordinata sul territorio il percorso di semplificazione delineato nell’Agenda “Lombardia Semplice”, al fine di migliorare i fattori di competitività e attrattività a vantaggio degli operatori economici e dello sviluppo.
Sostegno all’imprenditorialità
L’avvio di una nuova impresa costituisce l’elemento di discontinuità potenzialmente più rilevante per un sistema economico, capace di portare nuove competenze e prodotti. In tale ambito Regione Lombardia ha progettato e coordinato diverse azioni a sostegno dell’imprenditorialità agricola, industriale e commerciale, destinate a donne, giovani e soggetti svantaggiati. Sarà quindi incentivata la permanenza e il radicamento territoriale delle imprese lombarde, attraverso l'introduzione di criteri premianti per le imprese che mantengono la propria collocazione sul territorio lombardo, mantenendo ed incrementando la forza lavoro locale, a garanzia di qualità e idoneità d'impresa nonché nel rispetto delle Direttive Comunitarie. Per le aziende che delocalizzeranno, producendo un impatto occupazionale negativo sul territorio lombardo, si procederà ad azioni di disincentivazione che possono portare alla revoca delle misure di sostegno alle imprese.
La sperimentazione di DRIADE, che ha avuto come obiettivo l’aggregazione fra imprese, ha permesso il riconoscimento di settori e ambiti produttivi d’eccellenza in Lombardia e troverà la propria evoluzione, nel 2012, con l’attuazione del nuovo programma ERGON, cofinanziato da Regione Lombardia, Ministero dello sviluppo economico e dalle Camere di Commercio. Il nuovo programma - esempio significativo della partnership realizzata tramite l’AdP per la Competitività con il sistema camerale - considera come elemento essenziale per la competitività delle imprese di tutti i settori economici la loro capacità di aggregarsi in forma stabile per realizzare nuovi business e aggredire nuovi mercati. Consentirà da un lato di diffondere e consolidare competenze a supporto delle imprese per favorire i loro processi aggregativi e dall’altro di incentivare la creazione di aggregazioni stabili sulla scorta di nuovi progetti di imprenditorialità.
La valorizzazione del sistema distributivo di vicinato proseguirà con la logica di rete che ha portato a sostenere i Distretti Urbani del Commercio, esperienza di innovazione talmente significativa e performante da essere rilanciata, a livello nazionale, dalla legislazione sullo statuto delle imprese. I negozi di prossimità, il terziario avanzato e i servizi al cittadino utente rappresentano un valore aggiunto imprescindibile per garantire l’attrattività del territorio. Questo processo implicherà un’evoluzione in merito alla governance dei Distretti e alla loro sostenibilità finanziaria e organizzativa, che potranno coinvolgere tutti i soggetti interessati per competenza e territorio. Si darà inoltre continuità al confronto con il territorio per affermare e valorizzare le realtà storiche del commercio, favorire e incentivare le diverse formule di distribuzione di vendita, a partire dal sostegno allo sviluppo della rete delle piccole e medie imprese – in particolare nelle aree più periferiche - anche attraverso il sistema delle garanzie al credito.
Per il settore della cooperazione,
Regione Lombardia favorirà l’innovazione e la sostenibilità economica delle imprese cooperative anche attraverso la diversificazione delle attività, con particolare riguardo alle cooperative sociali. Verranno valorizzati i partenariati locali e diffuse le buone pratiche, riconoscendo la capacità delle imprese sociali di rispondere ai bisogni radicandosi sul territorio e sostenendo l’occupazione.
L’accesso al credito costituisce, all’interno del sistema produttivo lombardo, un elemento cruciale per la sopravvivenza e lo sviluppo delle realtà imprenditoriali, soprattutto in un contesto segnato dalle conseguenze della crisi economico finanziaria. Nel 2012 proseguirà l’azione indirizzata a limitare i potenziali effetti recessivi della restrizione del credito alle MPMI e saranno quindi promosse politiche che facilitino il dialogo tra gli attori in campo: sistema bancario, CCIAA, Consorzi Fidi e Società Finanziarie. In particolare, nell’ambito dell’Accordo quadro siglato con la BEI, saranno promossi interventi di supporto al capitale circolante delle imprese lombarde, anche attraverso il cofinanziamento da parte del sistema bancario. Proseguirà, inoltre, la diffusione della conoscenza degli strumenti per le imprese in materia di accesso al credito.
In tema di garanzie, nel 2012, le PMI operanti nell’ambito del territorio regionale continueranno ad essere supportate indirettamente attraverso le garanzie di secondo grado. E’ necessario, pertanto, che Federfidi persegua la massima efficienza per abbattere i costi del credito, si svincoli progressivamente dal supporto pubblico attraverso una politica di prezzo delle garanzie tale da consentire un’adeguata auto-sostenibilità del sistema e attui il piano industriale condiviso con le associazioni di categoria, tramite un ampliamento della propria compagine societaria e una crescita di coinvolgimento del sistema delle imprese.
È poi confermata l’importanza di utilizzare strumenti di ingegneria finanziaria al fine di sfruttare una maggiore addizionalità delle risorse pubbliche, incluse quelle comunitarie, mediante l’effetto leva e il reperimento di capitali privati. Infine tutte le misure per le imprese - ad esempio quelle per l’industria, l’artigianato o la cooperazione - verranno armonizzate nella forma di prestito agevolato all’interno dell’unico strumento, il FRIM (Fondo Regionale Imprenditorialità) dove, in ottica di semplificazione, si consolideranno le varie forme di incentivo: avvio e sviluppo aziendale, ricambio generazionale, ricerca e sviluppo, e internazionalizzazione delle imprese in tutti i comparti.
Internazionalizzazione e attrattività dei sistemi economici.
L’internazionalizzazione delle imprese lombarde rimane un elemento determinante per lo sviluppo economico e il potenziamento della crescita, nella prospettiva di sfruttare la lenta ma progressiva ripresa dei mercati più dinamici a livello mondiale. La capacità di esportare prodotti e servizi si fonda sul presupposto della qualità. In Lombardia esistono moltissime imprese che sviluppano prodotti di elevato livello qualitativo, molte di esse già esportano con successo, altre trovano difficoltà dovute ad una duplice mancanza: la non conoscenza delle caratteristiche dei mercati esteri e la mancanza di competenze specialistiche indispensabili per intraprendere percorsi efficaci. Si pensi ai servizi avanzati, ai contratti, alla logistica, al dimensionamento degli investimenti in relazione al prodotto e mercato di sbocco.
Per rispondere a queste esigenze, Regione Lombardia svilupperà la sua azione su due fronti: valorizzare le professionalità presenti sul territorio in grado di accompagnare l’imprenditore nei percorsi di internazionalizzazione (intesa anche in termini di import strategico) e favorire alleanze tra imprese per rafforzare la loro capacità propositiva e mettere a fattor comune competenze e prodotti per meglio adattarsi e in taluni casi anticipare l’evoluzione dei mercati esteri target.
La modalità del bando unico, in coerenza con i principi dello Small Business Act, garantirà, con la totale digitalizzazione del rapporto tra imprese e PA, procedure semplificate e di facile accesso. Al fine di valorizzare le piccole imprese puntando sulla crescita del fattore umano quale variabile indispensabile per intraprendere percorsi di internazionalizzazione, sarà attuato il programma Spring, partito nel 2011 e giunto alla 5^ fase; proseguiranno inoltre le iniziative per sostenere progetti di aggregazione di imprese artigiane e le iniziative di promozione delle eccellenze lombarde sui mercati esteri.
Ricerca e innovazione come fattori di sviluppo
Regione Lombardia conferma la Ricerca e l’Innovazione come drivers fondamentali per uno sviluppo sociale ed economico dinamico e fondato sulla conoscenza. Le azioni del 2012 confermeranno perciò le strategie della legislatura per la creazione di un contesto favorevole ad attività innovative e ad elevato valore aggiunto, al fine di stimolare la nascita di imprese innovative locali e favorire l'attrazione di investimenti in ricerca e capitale umano.
Saranno potenziati i fondi per lo start up d’impresa e gli investimenti in imprese fortemente innovative, sia proseguendo l'operatività del fondo Seed, sia istituendo il nuovo fondo di Venture Capital NEXT II per l’Attrattività del Territorio (per investimenti in altri fondi o direttamente in imprese).
Grazie alla sinergia con il MIUR si sta avviando inoltre una significativa iniziativa attraverso un bando unico congiunto che finanzierà progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale (circa 120 milioni di euro); questo bando creato addizionando le risorse provenienti dal MIUR, Asse 1 POR FESR e da altri fondi regionali, servirirà 10 settori individuati quali strategici da Regione Lombardia: Agroalimentare, Energia, fonti rinnovabili e assimilate, Biotecnologie, ICT, Moda e design, Aerospazio, Automotive, Nuovi materiali, Edilizia sostenibile, Meccanica di precisione, metallurgia e beni strumentali.
Infine è stato emanato un bando “Voucher ricerca e innovazione e contributi per i processi di brevettazione” per favorire processi di innovazione tecnologica, valorizzazione del capitale umano e di brevettazione delle micro, piccole e medie imprese lombarde, in collaborazione con il Sistema camerale.
Energia innovazione e crescita
Per promuovere la diffusione delle Fonti rinnovabili, in un’ottica di semplificazione amministrativa e attenzione alla tutela dell’ambiente e del territorio lombardo, nella sua azione di indirizzo e coordinamento alle province (competenti nelle funzione autorizzato ria), la Regione emanerà le “Linee Guida per il rilascio delle autorizzazioni all’installazione di impianti a biomasse e biogas”; inoltre adeguerà alle Linee Guida nazionali (DM 10 settembre 2010) quelle sul fotovoltaico ed eolico.
Al fine di favorire l’incontro tra domanda e offerta di tecnologie a basso contenuto di CO2 si intende progettare e dare avvio ad azioni pilota per la misurazione delle prestazioni delle tecnologie ad alta efficienza energetica e a fonte rinnovabile (inclusi anche i sistemi edificio-impianto), in modo da favorire la progressiva disponibilità delle informazioni fondamentali per meglio orientare una scelta consapevole ed efficace, favorendo nel contempo il sistema della domanda/offerta di tecnologie e servizi green.
In quest’ottica si muoveranno gli incentivi destinati ai progetti basati sull’impiego della tecnologia solare e sulla realizzazione di edifici “ad emissioni zero”.
Semplificazione e digitalizzazione
Per il rilancio della competitività del sistema economico lombardo, proseguirà la profonda ed organica azione di semplificazione, di innovazione e di modernizzazione della Pubblica Amministrazione delineata dall’Agenda “Lombardia Semplice” che si avvarrà del confronto e del coinvolgimento sistematico dei partner istituzionali, economici e sociali - attraverso la Task force “Zero Burocrazia” e i tavoli operativi attivati con le rappresentanze associative delle imprese, del Sistema Camerale, degli Enti Locali, degli Ordini e dei Collegi Professionali, dei consumatori, delle Università - oltreché del dialogo costante con il Governo nazionale e con le Istituzioni europee.
Tenuto conto del contesto economico caratterizzato da forte contrazione delle risorse pubbliche da destinare alle attività imprenditoriali, si conferma l’impegno alla razionalizzazione e alla semplificazione delle misure di finanziamento e agevolazione alle imprese con più facili processi di accesso. Proseguirà, inoltre, l’attività di coordinamento per la piena attuazione dello Sportello Unico Attività Produttive telematico, con particolare attenzione al completamento dell’azione di riordino delle procedure per la loro piena semplificazione, standardizzazione e digitalizzazione.
Nel marzo del 2011 è stata pubblicata l’aggiudicazione del “bando per l’erogazione di un contributo per la diffusione di servizi a banda larga in due aree: quella del digital divide e quella per le imprese “in fallimento di mercato” della Regione Lombardia”.
Il 2012 sarà quindi interessato dall'avvio dei lavori e dalla parziale attuazione del bando, che prevede la copertura di 707 comuni nell’arco di 24 mesi, mediante la stesura di una rete in fibra ottica a banda larga di circa 3000 km, di cui una parte riservata a comuni in aree rurali.
Attrattività turistico-culturale
La Lombardia può contare su asset ricchi e molteplici di attrattività turistica che vanno dal patrimonio naturalistico a quello storico artistico e culturale, dall’enogastronomi alle fiere nonché ai grandi eventi sportivi e culturali. L’azione regionale sarà quindi prioritariamente finalizzata a generare flussi di domanda turistica, orientando la fruizione delle ricchezze che il territorio offre, in un’ottica di sussidiarietà, sostenendo e sviluppando il coordinamento tra i vari sistemi e servizi messi in atto dagli attori pubblici e privati che, a vario titolo, operano nel settore turistico e culturale (con l’utilizzo apposite e mirate strategie di comunicazione e promozione unitamente ad un rilancio sostanziale dell’incoming).
In questa direzione verrà elaborato un modello di Osservatorio turistico regionale, che consenta a Regione, Province ed enti locali di avere tempestivamente i dati sulle presenze utili per la programmazione e alle imprese di ricevere tutte le informazioni necessarie allo sviluppo della propria attività.
In particolare proseguiranno gli interventi di recupero sugli immobili che entreranno a far parte della rete degli ostelli e che permetteranno di disporre di circa 80 strutture (erano circa 20 a marzo 2010), con un incremento di oltre 1.200 posti letto. Proseguiranno inoltre sia le azioni di promozione di itinerari che connettono gli ostelli tra loro sia le campagne di comunicazione (anche internazionali), rivolte al target giovanile, ma anche alle famiglie.
Sempre con la finalità di potenziare servizi turistici di qualità si intende operare nel 2012 per migliorare i servizi forniti dalle strutture di Informazione e Accoglienza Turistica (IAT), attraverso la revisione della normativa che li regola e adottando un sistema di Destination Management che uniformi le modalità di erogazione e ottimizzi il rapporto con gli operatori e le strutture ricettive. Per favorire il conseguimento di più elevati standard qualitativi delle strutture ricettive verranno promosse modalità di certificazione volontaria.
AREA SOCIALE
La centralità del lavoro: tutele, opportunità e responsabilità.
Nel campo delle politiche del lavoro proseguirà lo sforzo congiunto tra Stato e Regione per contrastare la disoccupazione di lunga durata, anche in considerazione degli esiti positivi prodotti nel biennio 2009-2010 dal sistema degli ammortizzatori sociali in deroga.
Coerentemente con quanto stabilito nell’intesa Stato-Regioni dell’aprile 2011, si opererà infatti per coinvolgere i lavoratori percettori di ammortizzatori sociali in deroga in percorsi di politiche attive di ricollocazione e riqualificazione professionale secondo il fabbisogno espresso dall’azienda, in collaborazione con Enti Bilaterali e Fondi Interprofessionali.
Promuovendo il protagonismo delle persone, l’azione regionale, superando la mera logica assistenziale, orienterà il proprio sostegno a chi si impegna attivamente nelle diverse fasi di transizione al lavoro e nel lavoro.
Per quanto riguarda l’occupazione giovanile, Regione Lombardia intende proseguire la sperimentazione, avviata nel 2011, su tre tipologie di apprendistato quale canale privilegiato per l’accesso al mercato del lavoro: il processo di regolamentazione dei tirocini, lo sviluppo di nuove figure professionali (anche legate all’evento Expo) e, infine, lo sviluppo di percorsi di auto impiego e auto imprenditorialità.
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