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PROGETTO DI LEGGE HARLEM: ORSATTI - RELAZIONE IV COMMISSIONE Stampa E-mail

Milano 06 febbraio 2012

PROGETTO DI LEGGE HARLEM
Orsatti - Relazione IV Commissione

"Signor Presidente, cari colleghi, quest’oggi, dopo un anno di discussione, lavoro e modifiche siamo chiamati a votare presso questa commissione un provvedimento necessario per le amministrazioni, le associazioni di categoria ed i cittadini lombardi. Tale legge consentirà uno sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile delle attività commerciali. Si fornirà ai Comuni la possibilità di adottare uno strumento di programmazione fondato su criteri qualitativi che possa intervenire, a seconda delle rispettive esigenze, per motivi contingenti nel rispetto delle direttive europee.

Grazie alla volontà, nostra e di tutta la maggioranza, di creare tale strumento utile e necessario per i nostri sindaci, il PDL Harlem (come è stato chiamato) ha subito modificazioni ed è stato reso compatibile con i provvedimenti nazionali ed europei che si sono susseguiti dalla presentazione ad oggi, perché appunto la nostra volontà non era quella di fare una legge “di bandiera”.

Abbiamo chiesto suggerimenti, alle associazioni come ai commissari, e delle molte richieste avanzate in questa Commissione, la quasi totalità sono state accolte.

Ci tengo a ricordare cosa è stato affermato dalla Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento Europeo con la relazione del 20 gennaio 2011 (pag. 11 relatore Evelyne Gebhardt) sull’attuazione della direttiva servizi 2006/123/CE (2010/2053(INI)) -risoluzione A7-0012/2011: “Non è corretto affermare, come si sente ripetutamente, che la direttiva costituirebbe una deregolamentazione e una liberalizzazione del settore dei servizi. Non è così. Concretamente, l’obiettivo della direttiva sui servizi è quello di configurare l’accesso ai mercati degli Stati membri in maniera da eliminare tutti gli ostacoli arbitrari e mantenere quelle norme negli Stati membri che sono appropriate e non discriminatorie.” ed ancora si legge “il relatore osserva anche, in particolare, che il recepimento della direttiva servizi non dev’essere utilizzata come pretesto per avviare un processo di deregolamentazione o privatizzazione negli Stati membri. Se intende attuare una deregolamentazione, un governo deve anche assumersi la responsabilità delle proprie azioni”. Tuttavia questo governo non si è fatto problemi nel deregolamentare tutto.

Nell’ultimo Consiglio Regionale una mozione della Lega Nord ha impegnato il Presidente della Giunta a far ricorso contro tale decisione e mi pare che tutti (tranne forse un assessore…) abbiano votato favorevolmente. Vedremo come si concluderà tale vicenda che tuttavia non inficia in alcun modo questa legge.

Il PDL 85 rispetta ed è coerente con i principi - e le stesse deroghe ammesse - indicati ed elencati nella direttiva Bolkestein (poi recepita con d.lgs 59/10 dall’Italia) quindi legislazione di un ordinamento di grado superiore. E nessun decreto legge che possa “inventarsi” il governo Monti potrebbe mai andare contro a tale Direttiva.

Inoltre la materia del commercio rientra nella competenza legislativa delle regioni, ai sensi dell’art.117, comma 4 della Costituzione. L’art. 117, comma 5 della Costituzione prevede, appunto, che le regioni, nelle materie di loro competenza, provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli atti dell’Unione Europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza. Pertanto, le regioni dovranno dare attuazione con una propria normativa alla direttiva 2006/123/CE, con la precisazione che, poiché il soggetto direttamente responsabile nei confronti dell’Unione Europea è il singolo stato membro, fintantoché la disciplina regionale non si adeguerà ai principi comunitari si applica il D.Lgs. n. 59/2010. Ora, tuttavia, la Regione Lombardia interviene con un proprio atto legislativo, nulla quindi - potrà dire il Governo Monti.

Il documento preparato dall’Ufficio Assistenza alle Commissione del 30 Gennaio pur essendo più che altro un aggiornamento del precedente documento fornito, sulle modifiche alle leggi nazionali, evidenzia che vi sono alcuni articoli del testo originale che potrebbero essere incongruenti con le leggi o le direttive europee. Quegli stessi articoli elencati in calce al documento, sono stati tutti rivisti (alcuni anche soppressi) a dimostrazione che l’attenzione è stata massima. Come relatore voglio ricordare che nelle audizioni tale progetto di legge ha ricevuto pareri largamente favorevoli nel suo insieme, sia da parte delle maggiori associazioni di categoria e sia da parte dell’ANCI. Tra i suggerimenti e le richieste di modifica erano pervenute le seguenti indicazioni:

- non delegare ai comuni i corsi di italiano per stranieri che intendano intraprendere l’attività di somministrazione alimenti e bevande; - SUGGERIMENTO ACCOLTO, INSERENDO ESAMI SPECIFICI PER LA LINGUA ALL’INTERNO DEI CORSI Già PREDISPOSTI DALLE CAMERE DI COMMERCIO
- non inserire limitazioni quantitative ma solamente qualitative per quanto riguarda la programmazione comunale; - SUGGERIMENTO ACCOLTO
- togliere il riferimento al dizionario Devoto-Oli, lasciando più genericamente l’indicazione di utilizzare termini in lingua italiana; - SUGGERIMENTO ACCOLTO
- riconsiderare l’importo minimo da dichiarare (come coadiutore familiare) al fine di poter conseguire i requisiti di somministrazione di alimenti e bevande; - SUGGERIMENTO ACCOLTO ADEGUANDO TALE IMPORTO A QUELLO Già ATTUALMENTE PREVISTO DALL’INPS.
- riportare nella l.r. 06/2010 l’elenco dei motivi imperativi di interesse generale della Bolkestein; - SUGGERIMENTO ACCOLTO
- stralciare la necessità dei requisiti professionali per tutti i soci delle attività di vendita e somministrazione di alimenti e bevande, limitando l’obbligo di tale requisito per i soli proprietari che esercitano o ai legali rappresentanti; - SUGGERIMENTO ACCOLTO
- negli obiettivi di presenza e sviluppo delle aree mercatali, limitare gli effetti delle integrazioni del PDL solo per i nuovi insediamenti e per chi rinnova; - SUGGERIMENTO ACCOLTO
- estendere i tempi dell’entrata in vigore della legge. - SUGGERIMENTO ACCOLTO

Di tali suggerimenti ne è stato fatto tesoro in modo responsabile e collaborativo, riteniamo quindi che il testo ora sia pronto per essere votato ed approvato. Stiamo fornendo agli enti locali uno strumento snello e necessario per far fronte a situazioni sinora difficilmente risolvibili. Prima di chiudere vorrei evidenziare, contrariamente a quanto rilevato dal commissario Penati che nella scorsa seduta ha asserito che con questi emendamenti il testo è totalmente differente, che dei 26 emendamenti presentati solo 15 sono relativi alle modifiche apportate a Gennaio.

Di questi 15 emendamenti:
- 10 contengono solo modifiche tecniche e di drafting, tant’è che vengono modificate una sessantina di parole in totale;
- 2 articoli sono stati stralciati in quanto ripetizioni o concetti inseriti in altre parti del testo;
- 1 nuovo articolo (art. 5bis);
- 2 articoli modificati per metà."

Massimiliano Orsatti
Consigliere Regionale Lega Lombarda - Lega Nord Padania

COLLEGAMENTO ALLA LEGGE LICENZIATA DALLA IV COMMISSIONE IN DATA ODIERNA